Facebook – la profilazione e la native advertising

Facebook – la Profilazione e la Native Advertising

Abbiamo parlato dei meccanismi di Facebook della positività e della ricompensa per capire il perché del suo successo e della sua rapida diffusione, ora però cerchiamo di fare un passo ulteriore e parliamo di Profilazione e Native Advertising.

Di cosa si tratta?

Con Native Advertising si identifica tutta quella pubblicità di ultima generazione, molto utilizzata sui social network, che contrapponendosi all’approccio precedente ha creato tutto un nuovo modo di relazionarsi con gli utenti, puntando a rappresentare non più un disturbo quanto bensì un servizio.

Come funziona?

Native AdvertisingSi definisce Native Advertising tutta quella pubblicità che basandosi su dati di profilazione, cioè su gusti, passioni, hobby e preferenze che gli utenti hanno espresso precedentemente, punta a infastidire il meno possibile l’esperienza di navigazione o di socializzazione di questi ultimi, fornendogli informazioni il più possibile interessanti e in linea con le sue preferenze del momento.

Come vengono raccolti questi dati?

Si tratta di informazioni che cediamo gratuitamente ogni giorno attraverso la nostra navigazione, spesso in cambio di servizi, della possibilità di utilizzare portali o durante la navigazione su siti internet, i famosi Cookies. I social networks poi sono maestri nella raccolta di questi dati anche grazie alla peculiarità con cui spesso compiliamo i profili personali con i nostri hobby, le nostre preferenze musicali, cinematografiche, letterarie e quant’altro. Non a caso è proprio sui social network che trova la massima applicazione questo tipo di Advertising.

Si tratta di un approccio che si contrappone alla precedente “filosofia” dell’Interruprion Marketing, ancora utilizzato su grandi mezzi di comunicazione come televisione e radio. Capita però che anche su alcuni social di nuova generazione venga utilizzata. Ne sono un esempio Spotify o YouTube quando ascoltando una playlist si venite interrotti da una pubblicità o quando prima di iniziare a vedere un filmato bisogna aspettare la fine della pubblicità di turno.

Se si tratta di un eccesso o di un’interessante comodità sta a voi stabilirlo, ognuno con la propria personale sensibilità. Di certo si tratta di un approccio di cui gli stessi utenti hanno favorito lo sviluppo, cedendo senza troppi pensieri dati riguardanti i propri interessi.

Oggi giorno l’efficacia della pubblicità profilata ha raggiunto livelli di efficienza tali da essere spesso percepita dagli utenti come un servizio, utile ed interessante, piuttosto che come un fastidio.

Nel prossimo articolo tratteremo il tema del Marketing Relazionale, un’attività su cui Facebook eccelle e che rappresenta forse la dinamica in assoluto più interessante per delle Non Profit, che per loro stessa natura basano l’efficacia della propria comunicazione in gran parte sulla creazione di un legame, di un contatto umano tra la Mission dell’associazione/fondazione/cooperativa e i volontari/sostenitori che la supportano.

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